Vespa Club Ancona

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La storia

Il Vespa Club Ancona deve le sue origini ad un gruppo spontaneo di appassionati motociclisti che, all'indomani dell'uscita sul mercato della Vespa, si riunirono per dare vita a quello che fu inizialmente denominato Gruppo Vespisti Anconetani. Correva l'anno 1947 e la rivista Piaggio, organo aziendale della Casa di Pontedera, dava ufficialmente notizia, nel suo primo numero, delle attività organizzate dai vespisti anconetani; questa notizia certifica inequivocabilmente la primogenitura del sodalizio dorico. Da lì a breve tempo gli omologhi gruppi di vespisti, nel frattempo formatisi in altre località della penisola, diedero vita al Vespa Club d'Italia che, costituitosi nel 1949, può ben dirsi il primo club di marca nel mondo dei motori. Il nome di Ancona figura pertanto fra i fondatori di quest'associazione grazie a coloro che fattivamente contribuirono alla sua costituzione, primo fra tutti il Conte Pierfrancesco Leopardi (nella foto a sinistra in piedi) che, per lunghi anni, fu l'uomo di spicco del movimento vespistico marchigiano.

L'appoggio della Piaggio ma soprattutto la straordinaria diffusione della Vespa nell'Italia del dopoguerra, contribuirono a sviluppare una nuova forma di associazionismo che travalicò i confini delle Alpi sviluppandosi anche nel resto dell'Europa. Gli anni '50 sono l'epoca d'oro del Vespa Club, un susseguirsi di manifestazioni turistiche e sportive che vede il Vespa Club Ancona sempre presente anche in qualità di organizzatore.
Sono gli anni delle "1000 Km" (competizioni di regolarità in tappa unica) che ricalcavano la mitica 1000 Miglia, dei "Giri dei Tre Mari" e ad Ancona degli oceanici raduni per la Fiera della Pesca. Il Vespa Club Ancona, sotto il patrocinio di Giuseppe Pambianchi (Agente Piaggio) raggiunge il numero di oltre 1000 soci iscritti ed è presente con i suoi soci in ogni angolo del continente ove venga organizzata una manifestazione vespistica.


Nel giorno in cui Trieste torna italiana, un vespista anconetano parte da Palazzo del Popolo, così come altre centinaia di messaggeri da tutte le principali città d'Italia, recando un messaggio del Sindaco di Ancona alla città di San Giusto. Insomma non solo sport e turismo, ma anche impegno sociale e amichevole convivialità. In quel periodo il Vespa Club Ancona ha la propria sede in Via Cialdini (che manterrà sino ai primi anni '80) ed è promotore di iniziative come la Befana del Vigile, veglioni di carnevale e gite fuori porta che coinvolgono oltre ai soci un crescente numero di simpatizzanti e di cittadinanza. Il Prof. Franco Bianchi, recentemente scomparso, giunge in città per la sua attività professionale ed assume con entusiasmo la presidenza del sodalizio. L'attività procede con incessante ritmo e ottimi risultati sportivi sino ai primi anni '70, quando, in concomitanza con la crisi del settore (l'automobile ha oramai soppiantato lo scooter presso tutti i ceti sociali), la casa madre ritira il suo sostegno al Vespa Club d'Italia. Sembra la fine di un'epoca, ed in effetti molti sodalizi chiudono i battenti mentre altri si estingueranno nel corso del decennio.


Anche il Vespa Club Ancona vede la sua crisi che culminerà negli anni '80 con la chiusura della storica sede di Via Cialdini ed i soci ridotti ad uno sparuto numero che, in ogni modo, non manca di partecipare a tutti i principali eventi, anche internazionali, della pur ridimensionata compagine vespistica. In controtendenza, invece, il mercato premia l'attività industriale della Piaggio che propone alcuni modelli, come la 125 Primavera e poi la nuova serie PX, particolarmente apprezzati dalle nuove generazioni. Si ricostituiscono così le basi per il rilancio del movimento associativo, che negli anni '90 farà leva anche sul crescente interesse per la conservazione e restauro dei modelli d'epoca. Ovunque in Italia si ricostituiscono i Vespa Club, a volte sulla spinta di qualche veterano, molte altre per iniziativa di nuovi appassionati.
Il Vespa Club Ancona, che pur in fortissima crisi non ha mai sospeso la propria attività, ha nel corso dell'ultimo ventennio ricostituito una solida base di circa 350 iscritti e, dopo aver riaperto una confortevole sede nel centro di Ancona, ha stabilito recentemente la sua base nella periferia sud della città in via Albertini; la sede è a  disposizione dei soci  per le attività ricreative e conviviali.


Anche l'attività motociclistica tradizionale ha riacquistato notevole vigore sia sotto il profilo turistico che quello sportivo ed un considerevole numero di appassionati dei veicoli storici fa costante riferimento al Club. La stagione estiva vede la partecipazione degli associati ai numerosi raduni turistici organizzati dai Vespa Club, in particolar modo in Regione, ma anche nel resto d'Italia e d'Europa e, da alcuni anni, si è anche ricostituito un nucleo di appassionati sportivi che partecipa con buoni piazzamenti al Campionato Nazionale di regolarità; sempre particolarmente gradito è poi l'appuntamento conviviale/gastronomico del primo venerdì del mese in sede. Il Trofeo Riviera del Cònero, rappresenta in un certo senso la sintesi più completa di tutte le anime del Vespa Club: un percorso non competitivo per Vespa d'epoca, su un affascinante itinerario turistico, con tre controlli di regolarità a cronometro e la degustazione di prodotti enogastronomici del Cònero. Sulla scia del successo della manifestazione anconetana è stato istituito, inoltre, un campionato nazionale di regolarità per Vespa d'epoca che si disputa da molti anni sotto l'egida del Registro Storico Vespa (emanazione del Vespa Club d'Italia).


 
 
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